Un buongiorno a tutti da una piovossissima Vinovo, così umida e frescolina da avermi convinta a rimanere in pigiama e vestaglia per almeno metà di questa giornata!
Ho interrotto un momento il mio odioso studio per l'ultimo -schifossissimo- esame per condividere qui alcuni pensieri riguardo gli ultimi avvenimenti. Negli ultimi due giorni, accendendo la tivù, sembrava di sentire un bollettino di guerra: sabato, la tragedia di ragazze innocenti coinvolte nel gesto insano di chissà quale squilibrato; ieri, un terremoto che ha distrutto paesi interi, lasciando in mezzo alla strada famiglie, distruggendo un patrimonio artistico di valore inestimabile, uccidendo sei persone. Un colpo al cuore, anzi due, due ferite aperte e sanguinanti nel cuore di quanti un cuore ce l'hanno.
La prima notizia, quella della bomba esplosa uccidendo una ragazza e ferendone altre nel brindisino, mi ha toccata profondamente, e non solo perché tutto ciò è accaduto praticamente dietro casa mia.
Un mare di dubbi e paure mi ha scossa da subito: chi ha potuto fare una cosa così crudele? La mafia? Un pazzo? C'è addirittura chi parla di "strategia della tensione" da parte dello Stato per distogliere l'attenzione pubblica dal fatto che stiamo affondando, sempre più giù - in altre parole, siamo con la cacca fino al collo e oltre. Ora, io non voglio credere che siamo ancora in un momento in cui un governo si incarichi di fare cose del genere, specialmente a carico di innocenti quali sono i ragazzi: sarebbe davvero un ritorno al passato, quello delle stragi di stato, delle bombe in ogni angolo e del terrore complice di una classe statale invischiata fino all'osso con la malavita e più intenta a salvaguardare i propri affari che adempiere al ruolo che le è stato assegnato. In un certo senso lo fanno ancora, ma spero non più ai livelli degli anni Settanta e via di seguito.
Mi ha colpito molto invece la reazione della gente, quella comune: dai più vicini ai più lontani, dopo un attimo di sbigottimento, tutti si sono mossi. Si sono mossi. Non sono rimasti fermi a guardare.
Ci rimproverano di essere un Paese immobile, che non fa niente per cambiare, che non si ribella, che non alza la voce davvero e per le cose serie; all'estero "Italia" è ancora stereotipo di "mafia" - l'ho constatato con i miei occhi, con le mie orecchie- eppure queste persone, anche se non conoscevano ancora la matrice di questo vile attentato, sono scese in piazza. Molti più di prima, in molti più luoghi, per le strade e sulla rete tutti hanno detto la loro. Hanno detto no, hanno detto basta, hanno detto la mafia (le mafie) sono uno schifo, una vergogna dell'Italia che gli Italiani ripudiano tutti in coro, perché l'Italia - quella delle persone oneste, che lavorano e arrancano per arrivare a fine mese - non è fatta da loro. E il fatto che secondo le ultime notizie l'ordigno fosse opera di uno squilibrato non toglie il coraggio du tutta la gente che si è alzata e ha urlato la propria indignazione per la morte di un'innocente al pari di altre, spesso anonime, vittime della criminalità.
Domenica poi è arrivata la notizia del terremoto. Anche qui, un'altra coltellata nel petto di migliaia di italiani. E' stata una sofferenza indicibile l'immagine della torre del campanile di non ricordo quale paese, spezzata a metà. In quei luoghi, è come se il tempo si fosse fermato nell'attimo in cui la terra ha tremato e l'orologio è venuto giù insieme a metà della torre. E con esso chiese, palazzi sventrati, un patrimonio artistico e culturale senza fine, l'identità stessa di piccole cittadine ridotti in macerie. Anche qui, non ho potuto fare a meno di mettere in moto il cervello e pensare: faranno la stessa fine di tutte le altre città colpite dal terremoto. Prima un polverone mediatico, tutti lì a spiare nelle case e nelle macchine senza alcun rispetto per la dignità di persone che magari hanno perso tutto, a intervistare alle quattro di notte vecchiette spaventate... Che vergogna.
E a questa vergogna se ne aggiungerà altra, perchè in fondo sappiamo già che i soldi per la ricostruzione finiranno in tasca a chissà chi, che per trovarli metteranno nuove tasse, che la gente vivrà nei prefabbricati per il resto della loro vita e i monumenti rimarranno così per chissà quanto altro.
Non voglio essere catastrofista o pessimista, ma critica: se lo sappiamo già, se LORO lo sanno già ( e intendo i politici) che cosa aspettano a fare qualcosa? Se noi che siamo nulla ci muoviamo, scriviamo, parliamo, manifestiamo e ci facciamo ammazzare per avere un minimo di diritti, perchè quelli che se ne vanno in giro in auto blu, con la scorta e ventimila euro di stipendio non muovono un dito? Chiedono agli italiani, a tutti gli italiani di fare qualcosa, di impegnarsi, ma se la memoria non mi inganna sono cittadini italiani anche quei signori là. Che cosa li trattiene, quindi, dal darsi da fare anche loro insieme a noi? Non mi pare che siamo diversi, nè che abitiamo in universi paralleli - Montecitorio e palazzi vari sono ancora in questa dimensione, a quanto mi risulta...-.
E poi un'ultima cosa: viviamo in un Paese all'80% di rischio sismico. Cosa CAVOLO stiamo aspettando per rendere ogni angolo di questo stramaledetto posto a norma antisismica? Devono succedere le tragedie, piangere, lamentarci e poi lasciare tutto com'è, perché è così che funziona in Italia. E' vero che molti del palazzi crollati erano antichi, ma benedetto il Signore.... Il Giappone ha terremoti ogni giorno, e ci sono palazzi e templi che sono in piedi da mille e trecento anni! Cosa ne deducete? Che magari esiste un modo di proteggere e salvaguardare anche costruzioni molto vecchie? Che con un po' di opera di stabilizzazione e messa in sicurezza magari si potrebbero evitare o contenere i danni. Bah. Sarò scema io...
Con questo volevo sintetizzare (non troppo) brevemente il mio pensiero e la mia indignazione per tutto ciò che è successo in soli due giorni e esprimere la mia solidarietà alle vittime sia del terremoto che della bomba a Brindisi, nella speranza che quel bastardo lo prendano e lo sbattano a marcire in prigione e che i paesi colpiti per una volta si riprendano presto da questo evento terribile.
Baci bacioni!





